venerdì 21 ottobre 2016

Così fan tutti



L'altro giorno ho accompagnato una mia amica a fare shopping. L'allure Sex&theCity della vicenda finisce qui, in effetti, perché abbiamo vagato per strade molto poco newyorchesi, tutte infagottate e infreddolite, e al ritorno ci hanno anche fatto la multa alla panda grigio ponga parcheggiata a sbafo in un parcheggio privato. Ma in generale la cosa più straziante della giornata è stata ritrovarmi il sabato pomeriggio nelle vie del centro colonizzate dagli adolescenti invincibili* (vedi nota più sotto).
Erano anni che non mi capitava, e pensare che un tempo il giro in centro di sabato pomeriggio era la routine, una routine attesa con gioia, per di più. Comunque devo constatare che dai tempi delle medie non è cambiato molto, tira sempre la stessa aria di dopobarba scadente e arroganza da bulletti di paese. Per quanto riguarda strettamente i vestiti, regna un po' del solito truzzume da tronistidimaria, oggi declinato nel suo lato hip hop, e copie di mille riassunti, ovvero frotte di adolescenti vestiti tutti uguali.

Intendiamoci, io sono per il libero vestire, una variante del libero pensiero, perciò potrei anche essere magnanima nei confronti di chi fa scelte nell'abbigliamento ispirandosi a Claudiano e Katiuscia, o a chiunque altro sia distante dai miei gusti, ma quello che mi dà veramente fastidio e inasprisce i miei pensieri è il CONFORMISMO. Scrivo questa parola in maiuscolo per veicolarne visivamente il senso di sopraffazione.



 
 
 

Nella moda, come negli altri aspetti della vita, si sono instaurate regole ferree che cambiano col cambiare della corrente; ma se le infrangi nel momento in cui la corrente non è a favore, sei finito. Bollato come "sfigato", indicato come attrazione da circo, o, se ti va bene, come "eccentrico" (che è eufemismo per "strano", che è eufemismo per "non normale") e la gente si adopera in risolini e sghignazzi e stupore a buon mercato. Che dico io potreste risparmiare tutte queste manifestazioni di incredulità, tenervele buone per altre occasioni, perché onestamente credo che vi serviranno, che ci saranno nella vostra vita situazioni sicuramente più eclatanti di cui scandalizzarsi. Eppure le deviazioni dalla strada maestra, asfaltata non si sa bene da chi e non si sa bene quando, anche se minime destabilizzano sempre enormemente, con un rapporto causa-effetto che sinceramente reputo a dir poco sfalsato. Perciò io non avrei problemi a vedere vestiti fotocopia in giro per strada, se pensassi che a chi li indossa piacciono davvero, ma mi irrita invece sapere che molto probabilmente chi li mette lo fa "perché li mettono tutti" o "perché vanno di moda" e che se uno invece non li indossa loro si sentono in diritto, anzi in dovere, di gridare allo scandalo. Sembreranno stupidate, ma queste continue censure che subiamo dall'esterno secondo me finiscono per soffocarti, per inibire la tua creatività, il tuo istinto, il tuo entusiasmo. Il conformismo altera il gusto, anestetizza i cinque sensi, e pure il sesto senso, così che non riusciamo più a capire cosa davvero ci piace, delegando le nostre scelte al sentire comune, all'abitudine, a quella corrente insidiosa e piena di spifferi di cui parlavo prima.



Mean Girls
 
 
 

È difficile, parlando di moda, non cadere nella trappola del giudizio facile e un po' arrogante, magari anche acido, da fashion blogger stereotipata che si mette a sindacare su cosa è "giusto" e "sbagliato", su chi è cool e chi non lo è. Però non è questo che mi interessa, perché credo davvero che ognuno dovrebbe vestirsi come gli pare, sviluppare un proprio stile, codificato e monotematico, oppure eclettico e vario, o un non-stile, se la moda non fa parte dei suoi interessi, e vivere il più tranquillo possibile. È vero però che anche in questo blog compariranno dei "giudizi" e delle opinioni, che però saranno sempre personali, soggettive, e mirate alla definizione di quello che alla fine potrei arrivare a considerare il mio stile (per quanto io dubiti di averne uno), il mio gusto. Perché la mia opinione vale più della vostra? Perché questo è il mio blog! No scherzo, in realtà la mia opinione non vale più della vostra. E non solo perché dovrei studiare, leggere, conoscere molto di più di questo o di altri argomenti per parlarne con cognizione, perché anche allora, trattandosi di moda, quindi di arte, la mia opinione non varrebbe necessariamente più di quella di un altro. È la soggettività dell'arte, quell'aspetto fatuo, inafferrabile, incerto che rende le discipline umanistiche molto avverse alle persone di scienza e che le rende così vicine alla vita. Non dico che non ci siano conoscenze da acquisire e tecniche da imparare, che non ci sia metodo nell'arte, e nella moda, dico solo che il metodo qui non è tutto, e il gusto personale, quindi la variabile umana, ha sempre una certa influenza. Proprio in virtù di questa soggettività dell'arte, e della moda, che per me ne è semplicemente una forma, dovremmo avere maggiore indulgenza e soprattutto leggerezza nel giudicare gli outfit, le sfilate, i vestiti, nel parlare insomma di questi argomenti. Parafrasando la cara Andy de Il diavolo veste Prada : "Non ci stiamo curando il cancro".



Twiggy wearing a newspaper dress and enjoying herself





*Adolescenti Invincibili: ragazzini di età compresa tra i tredici e i diciannove anni convinti che i loro ormoni li salveranno da ogni male e pericolo, proteggendoli e conservandoli in imperitura giovinezza ed eterno vigore. Essi sono così pronti a lanciarsi senza pensiero in mezzo alla strada, attraversando a piedi, in bici o motorino, beatamente convinti che la tua macchina non potrà mai sfiorarli. Si dilettano in attività ad alto rischio e in giudizi categorici e avventati senza la minima coscienza di quello che fanno o pensano, ostentando sempre arroganza e sfrontatezza o, nel migliore dei casi, indifferenza.




Silvia

2 commenti:

  1. A meno che una persona si crei i vestiti da sola, oggi è abbastanza improbabile riuscire ad avere uno stile personale. Anche i negozietti di abiti artigianali sono popolarissimi, ormai non so cosa possa davvero dirsi ricercato.

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  2. Ciao elleconzero :) Io non credo che si debba inseguire l'originalità a tutti i costi, anche perché, come suggerisci giustamente tu, è difficile che qualcosa sia davvero "originale"; nella moda, nella letteratura, nell'arte in generale tutto deriva da qualcos'altro, se non ne è la copia vera e propria ne ha comunque subìto l'influenza. Il mio auspicio è che le persone siano più consapevoli di queste influenze, delle pressioni sociali che ricevono, e quindi più libere nelle proprie scelte, e meno giudicanti nei confronti delle scelte degli altri.
    Silvia

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